R.I.P. Chazy Chaz

Quasi sette settimane.
Quasi due mesi.

Una settimana fa, oggi, provavo a ripetizione, fino a sgolarmi, le canzoni dei Linkin Park, canzoni che conosco da dieci anni eppure mai abbastanza da farle bene. E dovevo farle bene. L’indomani sarebbero dovute essere perfette.
Perché?
Per Chester.
Per tutto ciò che ha rappresentato e sempre rappresenterà.
Perché era il mio modo per #makeChesterproud.
Perché era il mio modo per dire, cantare, urlare: #fuckdepression.
Perché era un modo, come tanti altri, per prendere a schiaffi i miei demoni, per liberarmi, almeno per una sera, dal peso che porto sulle spalle da 3 anni e che sempre porterò con me.
Perché era la mia vendetta, il mio riscatto e la mia rinascita.

“The hardest part of ending is starting again.”

Allora io ricomincio da giovedì scorso, dalle emozioni uniche che ho provato, dai volti degli amici di sempre che mi sorridevano, da chi cantava con me, dalla voce che tremava e lo stomaco che bruciava da morire, dalla rabbia e dalla forza che uscivano dal mio petto ad ogni singola parola.
Riparto da questo tramonto e penso a te, Chester.
E penso che, nonostante tutto, non sono sola, mai, davvero.
E lo devo anche a te, alla tua voce e alle tue parole, che tanto mi hanno dato e insegnato.

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