Il coraggio di andare controcorrente

Ho fatto questo collage un giorno in cui ripensavo al mio passato, mi sentivo frustrata, impotente e bloccata nelle sabbie mobili del presente.

Sostanzialmente non ero in grado di vedere il mio futuro.
Non che ora sia diventata una chiaroveggente (neanche credo in certe robe, figurati), però so chi sono e cosa voglio.
Ecco, il giorno in cui ho fatto questo collage, non sapevo cosa fare della mia vita.

Ho cominciato a mettere insieme tutto ciò che non avrei mai voluto né (quindi) potuto essere, e che tutt’ora non voglio essere, per poi procedere per esclusione.

Non sono mai stata una ragazza comune, una tra le altre, una delle tante, non mi ci sono mai sentita e di certo gli altri non si sono mai sforzati per farmici sentire.
Questa cosa inizialmente mi ha ferito, mentre ora, col senno del poi, sono felice che sia andata così.
Il giorno in cui ho fatto questo collage, ho maturato la consapevolezza di andare bene esattamente come sono.
Questo mi ha tolto ogni ansia che nutrivo per il futuro.

La sagoma al centro, quindi, sono ovviamente io, in preda all’angoscia più totale.
Di fatti sia la mia sagoma che i colori della spirale sullo sfondo vogliono rimandare all’Urlo di Munch.

Attorno a me ruotano tutte quelle cose – che definiscono la ragazza tipo di oggi – che io non sarò mai.
Cose che per me sono, come suggerisco in alto a sinistra: violenza sulle donne:

  • Quello che sembra essere l’obbligo morale dell’essere donne di casa, moglie e madri, altrimenti si è donne solo a metà.
    Perché ci crescono col mito dell’abito bianco e della casetta col maritino e bimbi che scorrazzano ovunque, senza, a mio parere, lasciarci mai la possibilità di scegliere davvero.
    Perché la scelta assolutamente ponderata del non sposarsi, e ancor meno quella del non fare figli PERCHÈ NON SI VOGLIONO E BASTA, non è neanche contemplata.
    E se ci arrivi, per qualche strano motivo, sei considerata praticamente alla stregua della figlia di Satana.
    Cosa sei nata a fare se non ti sposi, e cosa sei a fare una donna, se non metti al mondo neanche un pargolo?

Ma siete seri?!

  • L’obbligo di curare l’aspetto esteriore e la possibilità (che è quasi più un obbligo anch’essa) di tralasciare completamente l’aspetto interiore.
    Perché ‘sta società ti vuole oca e debole, non c’è niente da fare.
    Se sei intelligente e hai una vagina, il mondo ti teme.
    E sinceramente devo ancora capire bene il perché.
    Abbiamo Donald Trump e Kim Jong-un che, per motivi di testosterone, giocano sulla nostra pelle a Risiko e a chi ha l’arsenale più grosso.
    E c’è ancora chi teme le donne con un cervello pensante, anziché vederle come una possibile speranza di salvezza per l’umanità?

Che, in primis, pure io curo il mio aspetto, a volte mi trucco, e non vado in giro come una scimmia.
Ma lo faccio per me, non per gli altri: non seguo nessuna moda e compro solo e sempre quello che dico io, che deve essere come dico io, altrimenti ciao.
E non me ne frega niente se ciò che indosso va di moda o no, se i colori andrebbero abbinati diversamente, se con quella gonna ci andrebbe quel determinato tipo di scarpe, se la sera la borsa deve essere più piccola del mio cellulare ecc ecc…
E non mi frega manco di ricevere Like e “Sei bellissima” da gente che magari per strada neanche mi saluta.
Secondo: preferirò sempre una ragazza acqua e sapone con un cervello vivo e vegeto, a una con le unghie perfette, i capelli sempre in ordine, i vestiti firmati e la pelle liscia come il culo di un bambino, con, però, un cervello in stato vegetativo.

  • L’obbligo morale del far sembrare la propria vita sempre perfetta.
    Non importa quanto immensa sia questa bugia.
    In pubblico e  sui social devi mostrarti felice, disponibile, piena di energia e di vitalità.
    Non importa quanto merdosa sia la tua vita, non puoi cedere.
    Devi illudere tutti che la tua esistenza sia magnifica e invidiabile, che i tuoi amici siano i migliori del mondo, che la tua casa sia fantastica, che non ti manchi nulla, che abbia proprio tutto quello che avevi sempre desiderato e non potresti stare meglio di così.
    Non puoi permetterti di vacillare, di lamentarti, di avere un problema, di essere incazzata o triste per qualcosa.
    Il bello si deve mostrare, il brutto non si può.

Mia zia ragiona così con le amiche. Mia zia ha ottantuno anni e si è vissuta la Seconda Guerra Mondiale (anche se non ha fatto il militare, perché tanto era donna!)

Men che meno puoi provare a cambiare ciò che non ti va bene, altrimenti o sei una sfigata, o sei una pazza isterica, o hai il ciclo.

  • Cucinare. Che spesso è collegato all’obbligo di essere una brava donna di casa.
    Quando dico che non so cucinare, la gente mi guarda come se mi stesse spuntando un Alien dalla pancia.
    Ebbene non mi piace cucinare e quindi non mi sono mai particolarmente applicata in questo ambito.
    C’ho provato, ho dovuto farlo quando abitavo nella città in cui studiavo, ma questo non cambia il fatto che a me faccia schifo cucinare e che sappia fare giusto lo stretto indispensabile a sopravvivere quando non ho voglia di andare a comprare sughi già pronti ecc.
    Per non parlare di quanto mi stia sul cazzo dover lavare piatti e pentole e ripulire tutta la cucina dopo aver sporcato di sugo, olio o quant’altro più o meno ovunque.

Vorrei tranquillizzare tutti, perché questo non fa di me un uomo, nè una disadattata. Si sopravvive lo stesso.
Mi piace il calcio (e neppure questo fa di me un uomo), cucinare proprio no.

Questo era più o meno tutto ciò che mi rimbombava in testa mentre ritagliavo le pagine di giornale che avevo trovato in giro per casa.
Questo, assieme alla domanda:
“Come posso sopravvivere in un mondo che mi vuole esattamente come non sarò mai? Che cosa farò nella mia vita?”
In quel foglio mancava, letteralmente, tutto ciò che sono io.
Era destabilizzante.
Ma non ero l’unica a “non rientrare” in quel foglio.
C’è una comunità immensa di persone che sono come me, pur non essendo affatto come me: le persone che probabilmente non riuscirai mai ad incasellare dentro nessun foglio.
Sono le persone che sanno distinguere tra bianco e nero, che sanno bene che nel mezzo ci sono più di cinquanta sfumature di grigio, (pitturate coi colori dell’arcobaleno, ma pur sempre grigie nella sostanza) e che quindi hanno il coraggio di scegliere tra bianco e nero, senza alcuna grigia titubanza, né alcun timore: perché non hanno paura del giudizio altrui, della falsa morale che ci viene imposta da gente molto più immorale di quanto vogliano far sentire noi, e di quel buon costume così ipocrita, mediocre e forzato, di chi sta sempre al centro,

“che se fosse su una strada finirebbe investito.”

Beh questo collage, alla fine dei conti, rappresenta proprio questo.
Rappresenta l’angoscia che il mondo può farti venire quando realizzi di non essere come canonicamente ci si aspetti che tu sia, e, allo stesso tempo, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, questo collage vuole dirti che va bene proprio così, che tu vai bene proprio così, perché in realtà è questo mondo ad essere completamente sbagliato, altrimenti non esisterebbe tutta la sofferenza con cui siamo costretti a scontrarci ogni giorno.

E quindi tu, che sei nato giustamente sbagliato, devi avere le palle di essere te stesso.

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Vivo di ansie che tu non sai nemmeno di darmi.

4 thoughts on “Il coraggio di andare controcorrente

  1. Non sono capace di cucinare, se proprio un giorno dovrò vivere con qualcuno preferisco la convivenza, agli ipotetici figli preferisco un coniglietto e ci sono dei giorni in cui non ho proprio voglia di depilarmi in nessuna zona visibile o non del mio corpo.
    Hai ragione da vendere, bisogna avere le palle di essere se stessi..io ci sto ancora lavorando, diciamo che l’opinione altrui non mi influenza più, però al contrario sono diventata la spettatrice critica e prevenuta del “film della mia vita” e dovrei ammorbidirmi un po’ 🙂

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  2. Assurdo quanto io mi riconosca nelle parole che hai scritto…! Non mi voglio sposare, non voglio figli e nemmeno mi piace cucinare…e guarda un pò non sono un uomo!E’ bello leggere che qualcuno ha pensato le stesse cose che ho sempre pensato e provato io.

    Grazie per la presa a bene!

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