O.

Oggi così.
Oggi ripenso a te.
In realtà è qualche giorno che ti penso.

E mi manchi.

Mi manca scendere le scale e trovarti sempre lì, pronta ad ascoltare le mie lamentele.
Mi manca la tua voce roca perché zia Mariola ti costringeva a urlare sempre, ché è sorda ma l’apparecchio non se lo vuole mettere.
In primavera dice “quest’inverno”, in inverno dice “quest’estate” e avanti così.
È ancora così.
Ora è mamma che ha sempre la voce roca.

Mi manca prenderti in giro.
Mi mancano i nostri giochi e la tua pazienza immensa.
Mi manca la tua risata.
Mi mancano perfino quelle rarissime volte in cui scleravi.
Mi manca la tua sensibilità, che ha spaccato il tuo cuore a metà.

Mi manchi.

E allora ti disegno, così stai qui con me, di nuovo, ancora per un po’.

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