Ho fatto un’autoproduzione

Un anno fa, in questo preciso momento, stavo disegnando le prime tavole del libro che, poco tempo prima, avevo deciso di fare.

No, non è vero.
Non lo avevo deciso poco prima.
Erano anni che mi portavo dentro quella storia e, proprio come quando bevi un paio di bicchieri e devi andare in bagno, io avevo bisogno di tirar fuori questa cosa.
E avevo cercato di farlo in ogni modo e con ogni mezzo, senza riuscire a trovare la strada giusta… fino a un anno fa.
Un anno fa è stato come se l’ultima persona in fila davanti a me per il bagno fosse entrata nel bagno.

E oggi, un anno dopo, quella persona è uscita dal bagno e finalmente posso entrare io.
Oggi ho in mano il mio libro.
O meglio, l’autoproduzione della prima parte di quel libro.

E adesso devo solo fare la pipì.
(Una metafora stupenda per parlare di un libro che esce, spero converrete. Comunque è solo perché personalmente mi sento estremamente libera dopo averla fatta.)
Ugualmente, l’idea che qualcuno là fuori potrà finalmente ascoltare questa storia, mi fa sentire libera.
Libera dal peso che mi sono portata dentro per anni e che ha provato a far marcire tutto ciò che poteva marcire dentro di me.
Libera da tutta quella rabbia, dalla delusione, dal rancore verso chi credevo amico e che amico non era.
Libera di ricominciare ad andare, respirare, vivere… Cose che sembrano così scontate, ma che scontate non sono. Non lo sono affatto e spero questo libro aiuti a capirlo.
Io l’ho dovuto capire schiantandomi contro la violenza di un ragazzo che credevo mi amasse. Non mi amava affatto. Non era amore. Quella roba là non è mai amore.

Questo libro parla di tutto questo.

Questo libro è un punto.
Un punto che dovevo mettere da anni.

E questa autoproduzione è la prima parte di quel punto.

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Qua le info per sapere come e dove trovarlo:
Tour della morte

 

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