Andate a piagnucolare altrove

“Per molti uomini è impossibile capire”
“Sì, è troppo difficile insegnare agli uomini a rispettare le donne”
“È un’utopia”
“Ci saranno sempre mele marce”
“È come dire non inchiavare la porta, insegnamo alla gente a non rubare”

No.
No.
E ancora no.

Mi rivolgo agli uomini che sostengono questi “argomenti”: non siete stanchi di AUTOdipingervi come bestie in preda agli istinti?
Come se foste solo degli arrapati di merda che vanno in giro alle dipendenze del proprio membro, senza un cervello, senza niente da offrire a parte qualche spermatozoo?

E se vi va di nascondervi dietro a questa visione tossica di “maschio”, fate pure, ma qua non ci caschiamo:
la violenza sulle donne è sempre e solo una questione di prevaricazione e sottomissione da parte dell’uomo sulla donna.

Uno che fa violenza su una donna lo fa perché si sente più forte IN QUANTO UOMO.
Questo è sessismo.
Sta cosa qua dovete ficcarvi in testa, dovete capirla e fare in modo di cambiarla, anziché prendervela con chi ve lo fa notare.

Venire a scaricarmi addosso i vostri spassosi insulti da bambini offesi, stile terza elementare (che non mi spostano di un millimetro, per inciso), i vostri beceri argomenti da analfabeti funzionali e il vostro insulso, patetico, problematico benaltrismo, non risolverà il problema, anzi, così facendo lo alimentate e provate ancora di più che ho ragione (quindi, in fondo, che vi devo di’: grazie).

Non è paragonando la violenza sulle donne a un furto che risolverete il problema, anzi, pure qua: non fate altro che dimostrarvi parte di esso, perché piuttosto che mettervi in discussione voi, spostate l’attenzione su qualcosa che non c’entra letteralmente un cazzo: un furto NON è sessista.

E stesso discorso vale per chi scrive: “E allora i nErI che RuBanO!?!!1?” e cacate simili.
Uno che ruba non lo fa in quanto nero (o napoletano o tutte le altre categorie che avete scelto deliberatamente di discriminare, e 🔔DINDON🔔 se lo pensate siete pure razzisti, e la cosa non mi stupisce, perché sono fermamente convinta che razzismo, sessismo e fascismo siano strettamente legati.)
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Il femminicidio si chiama così non perché a morire è una donna, ma perché l’essere donna è il movente dell’omicidio.

Fermatevi, prendetevi il tempo che vi serve per capire sto concetto, fate un bel respiro E SMETTETE DI BATTERE SU QUELLE TASTIERE PRODUCENDO SOLO IMMONDIZIA: il mondo è già sufficientemente inquinato.

L’uomo che compie femminicidio, uccide la donna perché è una donna, HA LA COLPA, IL DEMERITO di essere nata donna.

Essendo donna, nella testa del violento, lei non è sua pari, ma inferiore a lui: è una cosa passiva, di cui lui dispone totalmente, un oggetto che sta sotto di lui per definizione, qualcosa da usare e di cui abusare.

E non perché questi soggetti siano “mele marce” o “malati di mente irrecuperabili”.
Queste sono solo le scuse con cui, ancora e sempre, si tenta di nascondere sotto al tappeto i problemi sociali di questo paese.

Il problema è sistemico.
Il problema è intrinseco alla nostra società, le discriminazioni alimentano il sistema in cui viviamo.

E per questo quelli che hanno messo in contrapposizione alla violenza sulle donne i dati sui morti sul lavoro, definendoli per altro “maschicidi” (brrr), hanno (di nuovo) sbagliato tutto: perché un lavoratore che muore sul posto di lavoro non è morto in quanto uomo, ma perché i lavoratori (tutti, uomini e donne*) non sono abbastanza tutelati sul posto di lavoro.
E questa lotta è fondamentale, non antitetica alla lotta per la parità dei diritti, e mi trovereste in prima linea a battermi con voi…se a voi interessasse davvero questa battaglia.

*anzi, a dirla tutta, una donna si becca la discriminazione extra dovuta al fatto di essere donna pure a lavoro.

Ma la verità è che a voi interessa solo continuare a incrementare l’odio nei confronti delle donne, per questo ci chiamate “nazifemministe“, quando è chiaro che i nazisti che ci vorrebbero sottomesse e mute siete voi, o “misandriche” quando è evidente che nessuno odia i maschi a prescindere, mentre è sacrosanto battersi contro gli uomini che odiano le donne, che mandano avanti sta baracca da secoli.

Voi volete solo screditarci.


Volete che la gente ci odi, come ci odiate voi.

Quindi ribadisco: qui nessuno è disposto a fare “un passo indietro” (ma manco mezzo) per lasciar spazio al vostro miserabile ego e alla vostra triste, pericolosa visione preistorica di mondo.

Andate-a-piagnucolare-altrove.