Lettere dalla quarantena

Sto progetto è nato così, de botto, e dovrebbe durare per tutta la quarantena, o quantomeno finché avrò domande&risposte su quanto sta accadendo.

Non parlo di medicina, visto che non ci capisco un cazzo e soprattutto sono ipocondriaca (cioè a me pure una semplice gastroenterite me paralizza dalla paura, quindi lascio perde in partenza).
Parlo di politica.
Di scelte politiche e di conseguenze, anch’esse politiche.

E lo faccio coi fumetti perché è il linguaggio con cui riesco a comunicare meglio i miei pensieri (o almeno credo).
Cercherò comunque di non restare in superficie, nè di farla troppo complicata.

È un esperimento, nato dalla situazione che stiamo vivendo, dagli stimoli che sta cosa m’ha dato e dalle riflessioni che ho avuto modo di fare e condividere con le persone con cui sto in contatto.

E lo faccio perché spero che possa essere utile.

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6 Comments

  1. gaberricci

    E’ tutto drammaticamente vero.

    Una cosa che non ho tollerato è che nessuno abbia pensato, ad esempio, a chi vive in affitto. Se non posso andare a lavoro e però devo comunque pagare l’affitto, come faccio? Bloccare questi pagamenti? Forse ci saremmo risparmiati parecchi “esodanti” (ma non tutti, sia chiaro. La maggior parte delle persone ha pensato solo a se stessa perché sono almeno cinquant’anni che viviamo nell’individualismo più schifoso).

    Un’altra cosa da dire di questo virus “figlio del capitalismo” è che si è diffuso con l’industria turistica selvaggia e con la globalizzazione della finanza. Uno degli articoli scientifici che ho letto, e che si chiedeva “perché il Covid-19 si è diffuso molto più della SARS?”, si è risposto: perché i turisti cinesi in quattordici anni sono RADDOPPIATI.

    1. Sted

      Ma ti pare il momento di metterti a fare questi discorsi?? C’è l’emergenza!!!! Andrà tutto bene, tira fuori il tricolore e canta l’inno tutti i giorni alle 6 e non fare la solita zekka!!!

        1. Sted

          (Non lo so ma sto rigurgito di orgoglio sciovinista me fa vomità. Soprattutto perché se provi a far notare tutte le contraddizioni del caso te dicono che sei il solito pesantone, che so già tutti preoccupati e che TU li vuoi sotterrare. Mentre non si rendono conto di essere solo la versione grottesca di una citazione di Boris (“un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”)

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