Ieri ho fatto questo disegno e c’ho postato questa descrizione insieme:

Dopo quello che m’è successo, mi pare una conquista enorme provare di nuovo certe emozioni, soprattutto all’interno di una relazione non tossica.
La violenza subita m’aveva ammazzato dentro, e non pensavo che sarei riuscita a stare di nuovo così con un’altra persona, e invece eccomi che faccio post super emo, per dirlo soprattutto a chi come me ha subìto una violenza e questo l* fa sentire irrimediabilmente spezzat*: è vero, non si torna indietro. È vero, le cicatrici restano. È vero, non sarai più la persona che eri.
Però il sorriso torna, più potente e consapevole di prima, e te lo meriti tutto.

Caso vuole che oggi di due anni fa facessi questo altro disegno, che è un pezzettino di tavola che poi avrei messo nel libro.


Trovo incredibile come vada a completare il disegno che ho fatto ieri. L’altra faccia della medaglia, la sensazione che quelle ripetute violenze mi avevano lasciato addosso: che pur avendolo lasciato lui era ancora lì, poteva ancora controllarmi, mi stringeva ancora nella sua morsa letale.

Io volevo solo starmene da sola, per raccogliere i cocci di un’esistenza che per anni non sono riuscita a definire “vita”. Mi sentivo vuota e svuotata.

Ripenso a tutti i “Ti va di uscire?” di certi ragazzi e io che mi arrampicavo su un’infinità di specchi perché la verità mi spaventava e mi faceva sentire così sbagliata: non sono pronta, voglio stare da sola.
Avevo paura che non venisse accettata, avevo paura della loro insistenza, mi faceva sentire ancora più sbagliata.
Ora so che se voglio stare da sola ho tutto il diritto di farlo, e di pretenderlo, e non devo avere paura. Dovrebbero imparare loro ad accettare un cazzo di “no” e farsene una ragione.

Che stare insieme, frequentarsi, o quello che è, questo significa: che ci si sceglie a vicenda e ci si tratta alla pari, altrimenti ciao.
E io non ero pronta e non lo volevo e andava bene così, e allora ciao.
Che non tutt* devono volerlo, e va bene così, e quindi ciao.

Ripenso alla Sted di 7 anni fa e vorrei abbracciarla e dirle che a un certo punto tutto questo avrà un senso, che ogni tassello recuperato e ogni passo fatto, non importa quanto apparentemente piccolo, è stato fondamentale, che non era lei quella sbagliata, che non c’era nulla di strano in lei, che non devi lasciare che le reazioni degli altri ti definiscano.

Non posso dirlo alla Sted di 7 anni fa, quindi lo dico a voi.

Sted

Misandrica che difende i delinquenti (ma ho anche difetti)

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